Scrittura Privata per Occupazione Suolo Privato Word e PDF – Fac Simile e Guida

In questa guida mettiamo a disposizione un fac simile di scrittura privata per occupazione suolo privato Word e PDF.

Come Compilare una Scrittura Privata per Occupazione di Suolo Privato

L’art. 843 del Codice Civile stabilisce che Il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune. Se l’accesso cagiona danno, è dovuta un’adeguata indennità.
Questa norma consente non solo il passaggio sul fondo altrui, ma anche l’occupazione temporanea del suolo privato, purché venga accertata la necessità di tale passaggio o occupazione. In assenza di tale necessità, il proprietario del fondo può legittimamente opporsi. Qualora il proprietario rifiuti ingiustificatamente l’accesso, è possibile rivolgersi al tribunale per ottenere un provvedimento che autorizzi l’accesso forzato.

Per quanto riguarda l’indennità, l’articolo in questione sembra prevederla solo in caso di danno effettivo. Però, esistono due distinti orientamenti giurisprudenziali al riguardo:
-Il primo, aderente alla lettera della norma, sostiene che l’indennità sia dovuta solo in presenza di danno concreto (cfr. Cass., sent. n. 774/1982).
-Il secondo orientamento, invece, estende il diritto all’indennità a qualsiasi caso di occupazione del suolo altrui, anche in assenza di danno effettivo. In questo senso, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1908 del 27 gennaio 2009, ha affermato che «In materia di rapporti di vicinato, la previsione dell’art. 843 c.c. – secondo cui il proprietario è tenuto a permettere l’accesso o il passaggio nel suo fondo al fine di consentire al vicino lo svolgimento di opere necessarie alla manutenzione del muro dell’immobile di sua proprietà – configura un’obbligazione propter rem, cui corrisponde l’obbligo per il vicino di versare un’adeguata indennità, da liquidare in via equitativa anche in assenza di prova del danno, fermo restando l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi una volta terminate le opere».
In base a questa interpretazione, il semplice fatto di impedire o limitare temporaneamente il godimento della proprietà esclusiva del fondo giustifica il diritto all’indennizzo, indipendentemente dall’esistenza di danni materiali, e a condizione che venga comunque ripristinato lo stato dei luoghi al termine dei lavori.

Il calcolo dell’indennità per occupazione temporanea viene generalmente affidato al prudente apprezzamento del giudice, che la determina in via equitativa, o a un tecnico specializzato, come un geometra, un ingegnere o un architetto, che valuta lo spazio effettivamente occupato.
Un utile riferimento per determinare l’indennità può essere tratto dal sistema di calcolo previsto in ambito amministrativo dall’art. 50 del Testo Unico sugli espropri. Tale disposizione stabilisce che «Nel caso di occupazione di un’area, è dovuta al proprietario un’indennità annuale pari a un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto in caso di esproprio dell’area, e per ogni mese o frazione di mese, un’indennità pari a un dodicesimo di quella annua».
Secondo il Testo Unico sugli espropri, per quanto riguarda le aree edificabili, l’indennità si basa sul valore venale dell’area stessa. Se il terreno è edificabile, il valore venale rappresenta il criterio principale per determinare l’indennità. Per ottenere questa informazione, è sufficiente consultare l’Ufficio tecnico del Comune in cui il terreno è situato.
Nel caso in cui il fondo sia stato destinato dal proprietario a scopi agricoli, oltre al valore di mercato, dovrà essere aggiunta un’ulteriore indennità. Questa sarà calcolata facendo riferimento alle tabelle annualmente predisposte da una commissione provinciale, le cosiddette VAM, che indicano i prezzi per ettaro dei terreni agricoli, differenziati in base al tipo di coltivazione.
Se l’esproprio riguarda solo una parte del fondo, l’indennità sarà commisurata alla diminuzione di valore subita dal fondo residuo.

Nulla impedisce alle parti di raggiungere un accordo preventivo, stabilendo un’indennità periodica che verrà corrisposta al termine degli stessi o anche durante l’esecuzione. Questo accordo, che deve includere l’obbligo per l’occupante di ripristinare lo stato dei luoghi, rappresenta una soluzione ideale, poiché riduce il rischio di futuri contenziosi.
In assenza di un accordo, eventuali controversie potrebbero essere risolte solo dal giudice, il quale determinerebbe l’indennità in modo equitativo, spesso forfettario, o delegando la quantificazione a un consulente tecnico d’ufficio (CTU).
Pertanto, è consigliabile che le parti raggiungano un accordo amichevole, avvalendosi congiuntamente di un tecnico specializzato, come un geometra o un ingegnere, che possa valutare il valore dell’immobile e determinare l’indennizzo in base alla superficie effettivamente occupata.
L’importo così calcolato potrebbe essere ulteriormente adeguato, in modo equitativo, per tener conto di eventuali disagi subiti dal proprietario, come l’impossibilità di parcheggiare o altre limitazioni, che non possono essere valutati solo attraverso una semplice operazione aritmetica.

Vediamo quindi come compilare una scrittura privata per occupazione suolo privato.
Si inizia identificando chiaramente le parti, specificando i dettagli della società (denominata “Immobiliare”) e del proprietario del terreno confinante (denominato “Confinante”). È importante indicare i dati anagrafici completi, le rispettive sedi e residenze, nonché i codici fiscali e le partite IVA, ove applicabile.
Nella sezione delle premesse, si delineano i motivi che hanno portato alla necessità dell’occupazione del suolo. Si chiarisce, per esempio, che l’Immobiliare ha avviato un cantiere per la costruzione di un fabbricato e che, per motivi di sicurezza e necessità, richiede l’autorizzazione a occupare temporaneamente parte del terreno del Confinante per demolire e ricostruire una recinzione.
Nella parte centrale della scrittura privata si trova nella parte in cui si descrive l’oggetto dell’accordo. Qui, si specifica che il Confinante autorizza l’Immobiliare a occupare una determinata area del suo terreno per un certo periodo di tempo, indicando le dimensioni precise dell’area di sicurezza e i dettagli delle opere da eseguire. Si precisa che l’occupazione e i lavori saranno interamente a carico dell’Immobiliare.
Il contratto deve anche stabilire la durata dell’occupazione, indicando chiaramente la data di inizio e quella di fine. Si prevede una penale per l’Immobiliare nel caso in cui l’occupazione si protragga oltre il termine concordato.
Per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori, le parti devono concordare su come verrà gestita la recinzione temporanea, sulla responsabilità dell’Immobiliare in caso di danni a infrastrutture presenti nel terreno, e sull’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi al termine dei lavori. L’Immobiliare si impegna anche a rispettare tutte le normative comunali e a sollevare il Confinante da eventuali responsabilità legate alla costruzione della recinzione.
Il contratto deve poi contenere le dichiarazioni e gli obblighi di entrambe le parti, specificando, ad esempio, che il Confinante non potrà accedere all’area di sicurezza durante i lavori né utilizzarla per depositare materiali o consentire l’accesso di animali.
Il documento include anche una clausola sul trattamento dei dati personali, conformemente alle leggi sulla privacy, e una sezione finale che chiarisce che il contratto sostituisce qualsiasi accordo precedente e che eventuali modifiche devono essere fatte per iscritto.
Infine, si definisce il foro competente per eventuali controversie, garantendo che tutte le questioni legate all’esecuzione, interpretazione o violazione del contratto saranno gestite esclusivamente dal tribunale indicato.
Il contratto si conclude con le firme delle parti, che confermano la lettura e l’approvazione di tutte le clausole.

Fac Simile Scrittura Privata per Occupazione Suolo Privato Word

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