Scrittura Privata non Autenticata

Scrittura Privata non Autenticata

La scrittura privata non autenticata è una delle tre forme in cui può avvenire un negozio, ossia un accordo tra due parti. In alcuni casi, potrebbe risultare sufficiente, da un punto di vista legale, la stipula di una scrittura privata non autenticata, ossia non certificata da un pubblico ufficiale. In altri casi, potrebbe servire, invece, l’autenticazione, mentre in altri casi potrebbe risultare sufficiente il semplice accordo orale.

In alcuni atti, come un contratto di compravendita immobiliare, locazione, mutuo, le parti sono solite apporre la dicitura scrittura privata, perché probabilmente non sanno che, in ogni caso, l’accordo sarebbe ugualmente considerato una scrittura privata, senza il bisogno di sottolinearlo. Si tratta di una precisazione non necessaria dunque. Le parti devono fare anche attenzione ad indicare la data, altrimenti il documento acquisisce efficacia solo successivamente alla data, per la quale ne risulti certa l’esistenza della scrittura. Salvo diversa previsione della legge, non è necessaria l’apposizione della marca da bollo.

L’art. 2702 del Codice Civile dispone che la scrittura privata fa piena prova fino a querela di falso, che attiene alla provenienza della sottoscrizione, non anche al contenuto del documento. Ciò significa che chi ha sottoscritto il documento non potrà negare la paternità della scrittura, altrimenti è passibile di procedimento di querela di falso da parte del soggetto che intende fare valere la scrittura privata contro di lui.

Come abbiamo accennato, il contenuto della scrittura segue una sorte autonoma dalla sottoscrizione. Ciò significa che l’autore del documento potrà riconoscere di esserne l’autore, ma allo stesso tempo provvedere ad impugnare l’oggetto dello stesso, compresa la data.

Il riconoscimento del contenuto, data inclusa, invece, si ha ex lege, ai sensi dell’art.2703 del Codice Civile, quando la scrittura è stata autenticata da un pubblico ufficiale, che ha provveduto, di conseguenza, a certificare sia l’identità del sottoscrittore, sia ad accertarsi che questi sia consapevole del contenuto sottoscritto. Per questo, la legge riconosce sempre la scrittura privata autenticata,

Tuttavia, colui contro cui la scrittura viene prodotta, ossia il soggetto che l’ha sottoscritta, può chiedere il disconoscimento della paternità della sottoscrizione, attraverso un processo di verificazione, ai sensi dell’art.214 del codice di procedura civile e ss.. Essa può avvenire in via incidentale, sia in via principale. A questo punto, l’art.216 del c.p.c. ha due alternative: rinunciare ad avvalersi dello scritto disconosciuto oppure insistere nel sostenere che la scrittura sia proveniente dal soggetto che l’ha disconosciuta.

Bisogna, invece, seguire i modi consueti previsti dal Codice Civile per contestare il contenuto di una scrittura privata, non essendo contro di essa sufficiente la semplice testimonianza.