Modello di Scrittura Privata

Modello di Scrittura Privata

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di scrittura privata.

Una scrittura privata è un documento scritto e concordato tra due parti, che ha validità ai fini legali, se le norme consentono il suo uso per accordi diversi da quelli per cui è prevista la solennità dell’atto.

Negli ultimi tempi, anche al fine di velocizzare le contrattazioni e di sburocratizzare la stipula degli accordi in Italia, l’interesse verso la scrittura privata sta crescendo, anche se spesso le parti hanno timore di non essere nel giusto, di produrre un atto non conforme alle norme e che non potrebbe essere fatto valere legalmente.

Va detto che una scrittura privata può essere autenticata o non autenticata. Nel primo caso, ha certamente validità legale, in quanto la provenienza del documento viene accertata da un pubblico ufficiale, come il notaio, che chiede alle parti di esibire la carta d’identità, al fine di verificare la corrispondenza tra i sottoscrittori e coloro ai quali la volontà della scrittura viene fatta risalire. Lo stesso dicasi per la data, che il notaio nei fatti certifica, altrimenti non sarebbe certa.

In sintesi, una scrittura privata può essere prodotta per la compravendita di beni immobili, di beni mobili, di automobili, per la definizione delle quote di una società o di altra proprietà, per la separazione e la ripartizione degli immobili tra il coniuge debole e i figli, per la cessione di un marchio registrato.

Quindi, per prima cosa le parti devono scegliere un titolo per definire la tipologia del negozio, ossia se si tratta di compravendita. Successivamente, bisogna porre attenzione nel riportare tutti i dati necessari, ovvero nome e cognome delle parti, luogo e data di nascita, domicilio o residenza, codice fiscale, stato civile e eventuale regime patrimoniale familiare.

A questo punto, bisogna individuare l’oggetto dell’accordo tra le parti della scrittura privata, cioè se si tratta di compravendita di un bene immobile, mobile. Per questo, risulterà necessario inserire i dati relativi al bene oggetto della compravendita. Per esempio, se si tratta di un immobile, si dovrà riportare il Comune di ubicazione, la via e il numero civico, i dati catastali, i confini, la provenienza dell’immobile.

Successivamente, è necessario riportare le cosiddette clausole fisse, vale a dire i diritti che vengono trasferiti con il negozio, come le pertinenze, le parti comuni di un condominio, in cui è ubicato l’immobile, oltre agli allegati e le dichiarazioni di parte.

Si dovrà poi scrivere il prezzo pattuito per la compravendita e le modalità di pagamento. Se si preferisce l’assegno, bisogna indicare che si tratti di titoli circolari non trasferibili e le eventuali cifre già anticipate al venditore.

Infine, si devono indicare il valore della scrittura tra le parti, le dichiarazioni di quietanza, che attestino l’avvenuto pagamento della prestazione da parte del compratore verso il venditore.

Attenzione a un particolare, per fare in modo che la scrittura privata abbia validità legale, non è obbligatorio che essa sia scritta di pugno da chi la sottoscrive, ma è sufficiente che questi la firmi. Quindi, la scrittura può essere nel concreto prodotta da altri soggetti o può anche essere battuta al PC o con altri mezzi. Essa non ha valore di prova, con l’eccezione dei casi in cui il dichiarante ne riconosca la sottoscrizione o quando essa viene riconosciuta legalmente.

Quanto alle possibili contestazioni, queste possono riguardare la veridicità della firma o dell’oggetto. Nel primo caso, si mette in dubbio che il sottoscrittore sia effettivamente colui al quale si ricondurrebbe la scrittura. Per provare ciò è necessaria una querela di falso. Se, invece, si mette in dubbio il contenuto della scrittura, si dovrà agire con gli ordinari mezzi legali.

La scrittura si considera riconosciuta anche quando è accettata come tale dalla parte contro cui è stata prodotta. Il riconoscimento non ha validità, se esso viene effettuato dalla stessa parte che produce il documento. In sintesi, se il venditore di un immobile riconosce la quietanza di pagamento, ossia di essere stato soddisfatto dal compratore, tale riconoscimento assume veste legale. Non lo stesso avverrebbe, se fosse il compratore a riconoscere di avere saldato il debito nei confronti del venditore.

Il riconoscimento avviene anche quando la scrittura non viene disconosciuta dalla parte contro cui è stata prodotta o questa dichiara di non conoscerla nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione. Avvenuto il riconoscimento tacito, la scrittura acquista validità legale.

Lo stesso principio vale quando essa viene tacitamente riconosciuta dal contumace. Tuttavia, al fine di preservare la posizione di questi, è fatto obbligo dell’invio del verbale di ciascuna udienza, nel quale dovrà risultare la produzione di scritture private contro di esso. Risulta essere fatto sempre salvo il diritto del contumace di presentarsi in qualsiasi momento e disconoscere una scrittura privata prodotta contro di lui.

Se una scrittura privata viene disconosciuta, la parte che l’ha prodotta ha dinnanzi a sé due alternative, rinunciare ad avvalersi di essa nel processo oppure insistere sulla sua validità. In questo secondo caso dovrebbe essere chiesta la cosiddetta verificazione, un procedimento, teso ad accertare la veridicità della sottoscrizione.

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