Scrittura Privata

Non esiste una definizione formale e legale di scrittura privata, che può essere intesa quale qualsiasi documento non proveniente da un pubblico ufficiale, che attesti con segni grafici la dichiarazione di volontà o di scienza avente rilevanza giuridica. Per fare in modo che una scrittura privata possa essere attribuita a un soggetto è necessario che questi la sottoscriva. Attenzione, non è necessario che la scrittura privata sia scritta da colui a cui viene attribuita, potendo anche essere scritta da un’altra persona o battuta al PC o altro mezzo. L’importante è, però, che colui al quale la volontà o dichiarazione fa riferimento la firmi.

Abbiamo detto che la scrittura privata non è un documento formale, anche se presenta efficacia di prova legale fino a querela di falso. In altri termini, se colui contro cui tale scrittura viene prodotta riconosce la sottoscrizione oppure essa è legalmente riconosciuta, allora costituisce prova. Al contrario, se il soggetto contro cui la scrittura privata viene esibita disconosce la sottoscrizione, dovrà tentare querela di falso. Se, invece, ne disconosce il contenuto, allora dovrà agire con i soliti mezzi legali.

Quando abbiamo affermato che la scrittura privata è valida legalmente, se è riconosciuta come tale, facciamo riferimento ai casi di autenticazione, che consiste nell’attestazione da parte di un notaio o di un altro pubblico ufficiale che la sottoscrizione è avvenuta in sua presenza e previo accertamento dell’identità del sottoscrittore. L’autenticazione fornisce alla scrittura privata il valore di prova legale, perché da certezze sulla provenienza della sottoscrizione. Inoltre, serve anche a rendere certa la data della sottoscrizione. In assenza dell’autenticazione, la data non potrebbe essere considerata certa, per cui può essere valutata solo successivamente al verificarsi degli eventi che ne rendano sicura la formazione della scrittura privata.

La scrittura privata diventa legalmente provata anche nei casi in cui viene riconosciuta dalla parte contro cui è esibita. Ad esempio, se una scrittura relativa a un prestito viene riconosciuta dal debitore, allora essa diventa utile ai fini legali per esigere il credito nei suoi confronti. Risulta essere ovvio che il riconoscimento non avrebbe alcuna validità, se esso proviene dalla stessa parte che esibisce il documento o da un terzo. Nel caso sopra esposto, se la scrittura viene riconosciuta dal creditore stesso, essa non ha valore di prova, in assenza di un riconoscimento della controparte.

Fino a qui abbiamo evidenziato i casi di riconoscimento espresso, ma questo potrà essere anche tacito. Il caso si ha quando la parte contro cui la scrittura privata viene esibita non la disconosce o afferma di non conoscerla nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione. Il riconoscimento tacito, una volta avvenuto, conferisce al documento valore di prova.

Un altro caso di riconoscimento tacito si ha quando la scrittura privata viene prodotta contro un contumace. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha posto delle condizioni ferme per evitare casi di abusi, pretendendo che al contumace debba essere notificato il verbale nel quale viene segnalata la produzione delle scritture non menzionate nell’atto di citazione, fermo restando il suo diritto di costituirsi in qualsiasi momento e disconoscere la scrittura privata esibita in precedenza contro di lui.

Un caso di riconoscimento tacito per mancato disconoscimento o per attestazione di non conoscenza alla prima risposta successiva alla produzione o alla prima udienza si ha, ad esempio, quando all’attenzione degli eredi viene sottoposta la scrittura di colui che ha lasciato eventuali beni in eredità.

Quanto alla parte che produce il documento, potrebbe rinunciare a farlo valere legalmente nel processo, oppure chiedere che ne sia verificata l’autenticità della sottoscrizione, attraverso un rito che prende il nome di verificazione.

Negli ultimi anni, anche in Italia sta prendendo piede l’uso della scrittura privata, come alternativa ai documenti formali, che spesso sono anche costosi. Si pensi a tale proposito agli atti notarili. Per evitare che si commettano errori irreparabili, ossia che invalidino la scrittura, sarebbe opportuno affidarsi all’aiuto di un esperto, che non necessariamente è un notaio o un avvocato, ma magari una persona molto istruita nel campo di interesse che riguarda la scrittura. In alternativa, bisogna almeno informarsi su quali siano gli elementi essenziali che conferiscono alla scrittura validità formale, estremi identificativi delle parti, oggetto della scrittura, data e luogo, eventuale quantità del bene compravenduto e relativo corrispettivo, modalità di pagamento. Per dare a questa efficacia di prova legale contro qualsiasi sorpresa negativa della controparte, è inoltre consigliabile che sia anche autenticata da un pubblico ufficiale.

La scrittura privata potrebbe essere utilizzata per la compravendita di beni mobili e immobili tra le parti, per la divisione di beni tra parenti, per la cessione di un marchio registrato o anche per la concessione di un prestito tra due privati. In quest’ultimo caso, si consiglia di prestare la massima attenzione alle norme che regolano la materia dei finanziamenti, per evitare da una parte di incorrere nell’accusa di svolgere indebitamente attività bancaria, dall’altra di perdere i benefici generalmente connessi alle operazioni di indebitamento.

La scrittura privata è quindi uno strumento importante.