Registrazione Scrittura Privata – Come Fare

Registrazione Scrittura Privata – Come Fare

La registrazione delle scritture private è obbligatoria per tutte quelle non autenticate e di natura negoziale, comprese le scritture non autenticate di natura negoziale sottoscritte tra privati e imprese, a prescindere dal fatto che le parti si siano avvalse o meno di un mediatore. Inoltre, la legge n.296 del 2006 prevede che nel caso in cui le scritture private non autenticate siano state realizzate con l’apporto di un mediatore, questi è obbligato in solido alla loro registrazione. Pertanto, se le parti non provvedano autonomamente, sarà suo dovere registrarle a proprie spese, versando le relative imposte, salvo avere il diritto di chiedere il rimborso alle parti contraenti.

Per la registrazione bisogna consegnare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate due copie in originale. Una rimarrà depositata presso l’ufficio, l’altra sarà resa al contribuente. I diritti fissi di registrazione sono pari a 3,72 euro per le due copie e altri 3,72 euro per ogni copia ulteriore che s’intende registrare. Il pagamento avviene con il modello F23, dove dovranno essere utilizzati i codici di tributo corrispondente al tipo di scrittura privata registrata.

Bisogna, poi, apporre su ogni copia una marca da bollo da 16 euro, fino al 31 dicembre 2014 era di 14,62 euro. Questa vale ogni 4 facciate o 100 righe. Tuttavia, se il documento è inviato in modalità telematica, le nuove norme prevedono che su di esso si apponga una marca da bollo complessiva di 16 euro, ossia indipendentemente dal numero di facciate e di righe.

Nel caso di ritardo nell’apposizione della marca da bollo, questa va integrata con un’altra dal valore di 4 euro, a titolo di sanzione, pari al 25% del valore versato oltre il termine ultimo.

Il termine per la registrazione della scrittura privata non autenticata è di 20 giorni dalla data di stipula. Le tasse da versare sono le seguenti: 168 euro è quella fissa, su caparra o acconto prezzo sul versamento per l’acquisto di un immobile o terreno. Tale importo va detratto dal costo complessivo in sede notarile.

Nel caso di una caparra confirmatoria, oltre ai 168 euro fissi, va versato lo 0,5% del valore della caparra, nel caso di acconto prezzo, sempre oltre al diritto fisso, il 3% dell’acconto; nel caso di caparra e acconto prezzo unico, 168 euro + 3% dell’importo; nel caso di caparra e acconto prezzo distinti, 168 euro + 0,50% della caparra + 3% dell’acconto, se nella scrittura è indicato che l’acconto versato è sia a titolo di acconto che di caparra, oltre ai 168 euro va versato il 3% dell’acconto.

Sull’acconto prezzo non si calcola il 3%, in quanto viene emessa la fattura, sulla quale grava già il pagamento dell’IVA. Ciò per capire come mai si versi il 3% sulla caparra: non prevede l’emissione della fattura, quindi, non è stata previamente tassata.